giovedì, gennaio 05, 2006

L'afa delle cabine

Avevo la faccia meno ruvida
e un sorriso un po' più stupido
per scegliere il cielo
di una canzone alla radio

Senza sentirmi vecchio mi guardo indietro
e non ricordo più
e mi chiedo cosa
e se dovrei

La voglia di vedere tutto e tutti
senza uscire dal pigiama caldo.
Chiudere gli occhi e poi le mani
Chiedere un bacio e poi un altro

La luce nei capelli
il buio caldo di un parcheggio
Dalle colonie i baci stanchi da maestrine
con gli aghi di pino nelle ciabatte

Dal bagno all'acqua buia di San Lorenzo
ai fuochi da vedove dell'estate
dalla vernice delle cabine
alle bandiere mai abbastanza rosse

Esci dall'acqua!
ti aspetta un abbraccio ruvido
ciniglia e sabbia
e: - hai le mani viola!-

Quanta carne cruda
rosola al sole
indifferente
con protezione dieci

Cabine ingorde
hanno fatto indigestione
di giochi di plastica
e olio

a scavar nelle rughe dei bagnini
un remo dopo l'altro
il sapor del sale e di rotonde
che non fanno più sognare

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